19 maggio 2012

OSPEDALI, I TAGLI NEL MIRINO

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20 febbraio 2012

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È stato un incontro informale, giusto per delimitare i confini dell' inchiesta. Per questo la procura, in gran segreto, ha convocato venerdì pomeriggio la presidente della Regione Renata Polverini, che domenica 20 febbraio, da Ladispoli, ha puntato il dito contro le lobby della sanità: «Noi andremo avanti, per fermarmi dovranno spararmi». L' inchiesta muoverà i primi passi nei prossimi giorni. Perciò, in vista delle audizioni e delle ispezioni che saranno disposte, i magistrati hanno cercato di capire per quali motivi nei pronto soccorso si è determinato un sovraccarico tale da dover sistemare i pazienti (in particolare al San Camillo) sui materassi a terra.

I pm Elisabetta Ceniccola e Rosalia Affinito, titolari delle indagini coordinate dagli aggiunti Leonardo Frisani e Roberto Cucchiari, hanno chiesto alla Polverini di spiegare come sono distribuite le spese; in base a quali criteri sono stati tagliati i posti letto; in che modo vengono utilizzati medici, tecnici e infermieri, falcidiati dal blocco del turnover ; come sono ripartite le responsabilità. La questione centrale, per l procura, è quella dell' uso dei fondi. Nessuno, si spiega a piazzale Clodio, discute del piano di rientro e quindi dell' esigenza di risparmiare, ma bisogna capire in che modo le spese sono state ridotte. Sono stati colpiti gli sprechi? Oppure si è economizzato sui servizi essenziali pur di salvare sacche di privilegio, clientele e via dicendo? «La sanità non è un settore in cui si può tagliare oltre una certa misura», chiariscono i magistrati.

La governatrice in procura ha difeso i suoi tagli. E li difende anche da Ladispoli: «Se ci attaccano vuol dire che stiamo facendo bene. Quella schiena dritta che abbiamo dimostrato nel sindacato ora ce l' abbiamo in Regione. Continueremo ad attaccare sempre più in alto, ed è per questo che ci vogliono fermare». Ma Corrado Stillo, responsabile dell' Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell' associazione Giuseppe Dossetti «I valori», la vede in un altro modo: «Le dimissioni - sottolinea - sono l' unico atto con cui Renata Polverini può chiedere scusa ai cittadini». Prima Piero Marrazzo, poi la presidente attuale, dal 2006 a oggi hanno eliminato cinquemila posti letto in vari reparti, che avrebbero potuto rivelarsi utili nei momenti di sovraffollamento dei pronto soccorso. Per di più nel Lazio mancano i posti letto per malati cronici (diecimila in meno della Lombardia in rapporto alla popolazione): la conseguenza è che i familiari tendono a parcheggiare gli anziani nei reparti di emergenza. E il fenomeno è in aumento da quando è esplosa la crisi economica, poiché diverse famiglie hanno dovuto rinunciare alle badanti.

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